Targa monopattini: obbligatoria dal 16 maggio 2026
Dal 16 maggio 2026 chi circola con un monopattino elettrico privato deve avere il “targhino”, il contrassegno identificativo diventato obbligatorio per legge.
In questo articolo vediamo cos’è, come si richiede, quanto costa, in quanto tempo arriva e cosa rischia chi ne è sprovvisto.
Anticipiamo anche una scadenza importante: da luglio 2026 sarà obbligatoria pure l’assicurazione.
Chiudiamo con cinque domande frequenti su targa e mobilità dei monopattini, comprese quelle sui mezzi usati.
Prima di entrare nei dettagli, vale la pena capire perché il legislatore è intervenuto.
Italia passione monopattino senza regole!
In Italia circolano oltre un milione di monopattini elettrici privati, a cui si aggiunge una flotta sharing di circa 45.000 unità nelle principali città. La crescita è stata rapidissima: gli incidenti con lesioni a persone che coinvolgono questi mezzi sono passati da 564 nel 2020 a 3.895 nel 2024, quasi sette volte tanto in quattro anni.
Nello stesso anno si sono contati 23 decessi e 3.751 feriti.
Roma, in particolare, guida la classifica delle città con più sinistri: 348 monopattini coinvolti nel 2024, 318 feriti e due vittime. Il rapporto tra morti e incidenti per chi guida un monopattino è quasi doppio rispetto a quello degli automobilisti: un mezzo che sembra innocuo, ma che espone chi lo guida senza alcuna protezione.
Cos’è il targhino
Il targhino è un adesivo plastificato e non rimovibile, prodotto dall’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato con materiali anti-contraffazione. Ha forma rettangolare (50×60 mm), sfondo bianco e sei caratteri alfanumerici scritti in nero su due righe. Va applicato sul parafango posteriore del monopattino oppure, se il mezzo ne è privo, sulla parte anteriore del piantone dello sterzo.
La particolarità di questo contrassegno è che non è legato al monopattino, ma al proprietario: il codice viene associato al codice fiscale di chi presenta la domanda, non al numero di telaio del mezzo (che, tra l’altro, i monopattini non hanno, non essendo iscritti all’Archivio nazionale dei veicoli). È un dettaglio importante da tenere a mente, perché cambia le regole in caso di vendita o di acquisto di un monopattino usato, come vedremo più avanti.
Come si fa la domanda della targa monopattini?
La domanda per il targhino si presenta esclusivamente online, tramite il Portale dell’Automobilista, con accesso SPID o CIE: una procedura che richiede attenzione, perché un dato inserito male o un passaggio saltato possono far perdere tempo prezioso, soprattutto a ridosso delle scadenze di legge. Il costo complessivo si aggira intorno ai 35 euro se la pratica va a buon fine al primo tentativo.
Anche i tempi di rilascio non sono uguali per tutti e dipendono dai carichi di lavoro della Motorizzazione: proprio per questo, farsi seguire da chi gestisce queste pratiche ogni giorno fa la differenza. Autoscuola Daytona offre il servizio di richiesta del targhino, occupandosi dell’intera procedura per conto del cliente ed evitando errori, rallentamenti e il rischio di restare senza contrassegno alla data di scadenza.
Le sanzioni per chi non ha la targa
Dal 17 maggio 2026 circolare senza contrassegno espone a una multa da 100 a 400 euro, con possibile sequestro del mezzo nei casi più gravi. A questa si aggiungono altre sanzioni collegate: 50-200 euro per la mancanza del casco e fino a 800 euro, o anche oltre, per i monopattini non conformi ai requisiti tecnici di legge (potenza, freni, regolatore di velocità).
L’assicurazione arriva da luglio
Come abbiamo accennato in precedenza dal 16 luglio 2026 scatterà anche l’obbligo di un’assicurazione di responsabilità civile verso terzi per tutti i monopattini elettrici.
La scadenza, inizialmente fissata anch’essa al 16 maggio, è stata prorogata di due mesi per dare alle compagnie assicurative il tempo di allineare i propri sistemi con quelli della Motorizzazione, così da collegare ogni targhino ai dati della polizza corrispondente.
Cinque domande frequenti su targa e mobilità dei monopattini
La targa serve anche per un monopattino usato o di seconda mano?
-Sì. Poiché il contrassegno è legato al proprietario e non al mezzo, chi acquista un monopattino usato deve richiedere un proprio targhino a proprio nome: quello del venditore precedente non è trasferibile e va rimosso al momento della vendita.
I monopattini a noleggio (sharing) devono avere il targhino?
-Sì, l’obbligo riguarda tutti i monopattini elettrici che circolano su strada pubblica, sia privati sia delle società di sharing. Queste ultime gestiscono la pratica per le proprie flotte con richieste cumulative, non mezzo per mezzo.
Un minorenne può richiedere il targhino?
-Il sistema è aperto a tutti i maggiorenni; per i ragazzi che hanno compiuto 14 anni, la domanda deve però essere presentata da chi esercita la responsabilità genitoriale.
Cosa devo fare se vendo o rottamo il monopattino?
-Il proprietario deve attivarsi tramite la piattaforma per comunicare la variazione; lo stesso vale in caso di furto, smarrimento o deterioramento del contrassegno, con obbligo di denuncia entro 48 ore nei casi previsti.
Cosa succede se il monopattino non rispetta i requisiti tecnici (velocità, potenza, freni)?
-Avere targa e assicurazione in regola non basta se il mezzo non è conforme: motore fino a 500 W nominali, doppio freno indipendente, frecce di serie e regolatore di velocità a 20 km/h sono requisiti obbligatori. In caso contrario si rischiano sanzioni fino a 800 euro e, nei casi più gravi, il sequestro del monopattino.
Chi si sposta ogni giorno tra Talenti e via della Bufalotta, zone dove il monopattino elettrico è ormai un mezzo di uso quotidiano per andare a scuola, al lavoro o alla fermata della metro, farebbe bene a non aspettare l’ultimo momento: tra targa, casco e, dal 16 luglio, assicurazione, mettersi in regola oggi significa evitare multe salate e, soprattutto, muoversi in sicurezza su strade sempre più trafficate.
Per qualsiasi dubbio su regole di circolazione e sicurezza stradale, chiedi al team di Autoscuola Daytona.
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